4 febbraio 2011

>SCENOGRAFIA_Belgrado Sarajevo

"il treno infila subito il ponte ferroviario e, una volta oltre il fiume, si trova a costeggiare grandi edifici bianchi e regolari, stradoni ampi e nuovi centri commerciali.Oltre si spalanca la periferia: un disordinato, casuale e micidiale groviglio di casupole, palazzacci, prefabbricati e spazi industriali"

"I politici costruiscono muri, ma la ferrovia non conosce confini..."

"Prima che crollasse tutto, qui non c' erano visti ne' confini: prendevo il treno fino a Trieste per riempirmi la valigia di jeans e caffe'"

COMPAGNIA TEATRALE "ANGELO SOLAROLI"



Regista:                                                                               Paolo Massari
Fotografo:                                                                                                   Alessandro Camurani
Scenografia:                                                                                                       Silvia Dal Prato
Luci e Suoni:                                                                                                      Monica Chiarini
                                                                                                                          Matteo Cortesi
           



"la fine bruciata delle case, l'acqua tintillava i rubinetti, panni appesi sui fili restavano appesi alle finestre sgocciolando facendo dei corpi umani memoria di fantasmi"








"il mondo ogni giorno ricomincia
per nudo teatro della sua crudelta'
ricuce e scuce il sangue sbottonato
dei pianeti finora inascoltati
e' nei punti di sutura che si slabbra
il mondo e ogni giorno ricomincia..."



MOLTI, A SARAJEVO, PENSANO CHE QUESTA GUERRA NON SIA FINITA...PENSANO SI SIA SEMPLICEMENTE INTERROTTA